domenica 8 novembre 2009

Storie di ordinaria flessibilità

Che il mondo del lavoro di oggi sia diventato una giungla lo sanno in molti: specialmente chi da anni e anni è costretto ad un precariato senza fine. Ma pure i lavoratori dipendenti privati si stanno uniformando ad una logica simile anche se con delle sfumature più tenui. Sfumature comunque senza colori: grigie, piatte, oscure e viscide come l’asfalto bagnato nella notte.
Dopo aver vissuto la flessibilità dalla parte del flessibilizzato ora mi tocca assistere agli stessi schemi dalla parte opposta della barricata: non tanto come figura risparmiata dalla tanto temuta “ristrutturazione”, ma parte attiva della ristrutturazione stessa, causa del taglio di altri lavoratori. Vedo gente mai conosciuta prima che dolorante ma a testa alta saluta i colleghi di una vita con la speranza di rientrare quanto prima. La stessa gente che, fiera del proprio lavoro, mi stringe la mano augurandomi buona permanenza e un in bocca al lupo. Persone la cui unica colpa è quella di non riuscire a riadattarsi a nuove mansioni completamente diverse dalle precedenti e per questo scaricate come zavorra da una nave che, è vero, si barcamena pericolosamente in un mare in tempesta. Non riesco più a vergognarmi solo perché ho già vissuto la loro agonia appena prima di questa estate. Non li conosco, non ci parlo più di tanto, ma vorrei comunicare loro con gli occhi tutta la mia solidarietà per questo schifo di mondo ridotto ad una giungla dove uomo mangia uomo in un valzer di sprechi e confusione mentale dei cosiddetti dirigenti. Una giungla alla costante ricerca di quello zen che ho imparato ad odiare: “competitività”. Ovvero la corsa a chi è più bravo a sfruttare i lavoratori per ottenere vantaggi competitivi in termini di riduzione di costi e, di conseguenza, con maggiori profitti.
Fanculo.

mercoledì 21 ottobre 2009

Posto fesso

Non so se avete notato la superba raffinatezza comunicativa che contraddistingue gli uomini di questo governo: in un periodo di forte crisi economica dove l’esecutivo ha fatto davvero poco per tamponare il deficit occupazionale, ecco il solito spot, il solito annuncio al vento a cui seguirà il solito nulla: “Viva il posto fisso”. E gli italiani penseranno: “Finalmente! Così anche i miei figli potranno avere un futuro, permettersi un mutuo ed una casa”. Poi poco importa se non seguirà nessun provvedimento in questa direzione: si scorderanno tutto, daranno la colpa gli industriali comunisti (!!!) ma loro avranno raggiunto lo scopo: voti.

domenica 18 ottobre 2009

Purgatorio - Dante Alighieri

La scalata al monte del Purgatorio è forse la parte più “terrena” della Commedia; i luoghi descritti sono probabilmente molto simili a quelli che Dante vedeva ogni giorno. Non solo: anche le situazioni del suo periodo storico non erano molto diverse da quelle odierne. Per esempio, la corruzione albergava sovrana tra i potenti di allora: i chierici su tutti.
Il “sommo” fu uno dei più ferventi cattolici e cristiani della sua epoca: innamorato della fede e di Dio come pochi altri suoi contemporanei e non. Bene, nel 1300 circa, in piena epoca di sanguinose crociate e scomuniche pericolosissime per l’incolumità di chi le riceveva, Dante comunicò con forza la sua fortissima condanna contro i papi dell’epoca e gran parte del clero colpevole, secondo il poeta, di non dedicarsi più ai beni spirituali ma esclusivamente a quelli terreni, come cibi, vino, ori, potere politico … Non solo li mise in inferno: non esitò neppure a mettere in paradiso chi fu scomunicato dai papi …
Dai tantissimi significati allegorici dell’opera dantesca mi piace in particolare proprio questo: in terra nessuno è depositario assoluto della verità di Dio. Nemmeno papi e chierici. Si condannano omosessuali e divorziati ma anche Dio lo farebbe?

lunedì 12 ottobre 2009

Prove tecniche di regime

A leggere i giornali on-line quasi non ci potevo credere: sentite cosa si stanno per inventare al Ministero del turismo (o Ministero della Cultura Popolare?): [dal Corriere della Sera]

Funzionerà così: «Un gruppo di giovani giornalisti ed esperti di comunicazione. Età media massimo trenta», spiega la Brambilla. «Con un doppio compito. Primo: monitorare tutta la stampa straniera, quotidiani, periodici e tv, ad ogni latitudine, dal Giappone al Perù». Seconda missione: «Bombardare quelle stesse redazioni con comunicazioni veritiere e positive». Una velina mondiale? «Non sarà un bollettino governativo. Racconteremo fatti concreti. Verranno segnalate anche iniziative dell’esecutivo, se sarà il caso. Ma soprattutto faremo conoscere l’Italia generosa, vera, audace. Quella delle imprese, dell’arte, delle manifestazioni culturali, dei nostri prodotti». Ai contenuti provvederà una sezione speciale della task force, con materiale cartaceo, Internet e audiovisivo.

A quando il “bombardamento” delle redazioni nazionali?

giovedì 8 ottobre 2009

Chi è eletto e da chi ...

Qualcuno dai microfoni delle TV nazionali ci racconta che ci vorrebbe più rispetto per l’unica carica eletta dal popolo: il Presidente del Consiglio. Io inorridisco prima e mi vergogno poi che nessuno corregga. Mi son perso qualcosa o nella nostra Repubblica parlamentare l’unico organo istituzionale eletto dal popolo è il Parlamento? Mi son dimenticato tutto od è il Parlamento che revoca o da la fiducia ad un governo ed al suo Presidente del Consiglio.
La perdita di memoria storica si vede soprattutto dalle piccole cose dimenticate.