giovedì 31 dicembre 2009

Per un anno più sinistro …

Se ne va un 2009 davvero brutto: la crisi economica ha colpito tantissime famiglie. Tanti progetti spezzati, tante situazioni difficili da affrontare, tanti sacrifici da mettere inevitabilmente in primo piano. Dal punto di vista politico è continuato il “non pervenuto” della sinistra dell’anno precedente. Ma quello che più mi rattrista è il deserto culturale che sta invadendo buona parte del nostro nord. Ho ancora negli occhi uno degli ultimi servizi di Annozero sui difficili rapporti con gli immigrati in un comune del bresciano. Quel consiglio comunale mi ha fatto venire i brividi: siamo un popolo che si sta impoverendo e quello che siamo capaci di provare è solo paura: paura di dividere la nostra povertà con quella degli altri. Una guerra contro i mulini a vento che le truppe verdi sono inevitabilmente destinate a perdere nonostante le prime battaglie vinte.
Ad ogni modo il 2010 penso che sarà più sinistro del precedente … io lo spererei politicamente, ma ho paura che il senso sarà un altro ...

lunedì 14 dicembre 2009

Solidarietà a Silvio

"Non condivido le tue idee, ma lotterò affinché tu possa esprimerle". E' l'essenza della democrazia, va difesa. Ogni altro commento, ogni strumentalizzazione sembrano davvero fuori luogo per quanto accaduto ieri a Milano.
Solidarietà a Silvio.

martedì 8 dicembre 2009

Paradiso - Dante Alighieri

Ultimo capitolo del fantastico viaggio del poeta fiorentino nell’aldilà. In questo scritto Dante tocca, a mio modo di vedere, il livello più alto della sua poesia. Come narrare il Paradiso? E pressoché impossibile anche per uno come lui già maestro della parola e della rima: Dio non può essere circoscritto e trascritto dalla mente umana, troppo limitata per capire una cosa ben più grande di lei. Ed ecco allora che il poeta alterna accenni di descrizione ad improvvisi lampi ed abbagli che lo costringono a desistere.
Per molti è il capitolo più noioso della sua monumentale opera in quanto, probabilmente, ne rappresenta la massima espressione teologica del tempo, ai più difficilmente comprensibile (anche per me, lo confesso). Lontano dalle sofferenze dell’umane genti dell’Inferno e del Purgatorio, rimane comunque assolutamente un monumento della letteratura mondiale di tutti i tempi.

sabato 14 novembre 2009

Sembra impossibile

Sembra impossibile essere arrivati a questo punto. Per chi ha vissuto la stagione di Mani Pulite, per chi credeva di essersi liberato dalla cattiva politica, dagli interessi personali, dalle ruberie e dalle tangenti, assistere ad una restaurazione così imponente fa proprio male. Persino il Corriere della Sera è costretto a sbilanciarsi ed in un interessante editoriale mette a nudo l’inconsistenza dei provvedimenti giudiziari di questo governo. La totale assenza di una qualsiasi linea che vada nella direzione di una riforma vera e propria e la prova che tutti i provvedimenti sulla giustizia si basano su una goffa difesa “ad personam” del solito noto:

“Paradossi. E contraddizioni a iosa. Non un secolo fa, ma appena un anno fa, il legislatore aveva imposto ai presidenti di Tribunale criteri di priorità in base ai quali fissare i processi, e tra essi ad esempio un binario privilegiato per i processi ai recidivi: adesso, invece, lo stesso legislatore fa l’esatto contrario, cioè scrive una legge che costringerà i Tribunali a rallentare i processi ai recidivi per dare priorità a quelli agli incensurati, che altrimenti si prescriverebbero in appena due anni dalla richiesta di rinvio a giudizio. E se un anno fa in un’altra legge, uno dei tanti pacchetti sicurezza, il legislatore aveva svilito la qualità di incensurato ai fini della concessione delle attenuanti generiche, adesso invece la esalta al punto tale da farne scaturire addirittura l’estinzione del processo in mancanza di una sentenza di primo grado nei fatali 2 anni.”

Mi chiedo fino a quando la maggioranza degli italiani permetterà questo scempio … perché le nostre forze dell’ordine dovranno lavorare invano? Perché le indagini dovranno concludersi con la prescrizione? Sembra impossibile …


domenica 8 novembre 2009

Storie di ordinaria flessibilità

Che il mondo del lavoro di oggi sia diventato una giungla lo sanno in molti: specialmente chi da anni e anni è costretto ad un precariato senza fine. Ma pure i lavoratori dipendenti privati si stanno uniformando ad una logica simile anche se con delle sfumature più tenui. Sfumature comunque senza colori: grigie, piatte, oscure e viscide come l’asfalto bagnato nella notte.
Dopo aver vissuto la flessibilità dalla parte del flessibilizzato ora mi tocca assistere agli stessi schemi dalla parte opposta della barricata: non tanto come figura risparmiata dalla tanto temuta “ristrutturazione”, ma parte attiva della ristrutturazione stessa, causa del taglio di altri lavoratori. Vedo gente mai conosciuta prima che dolorante ma a testa alta saluta i colleghi di una vita con la speranza di rientrare quanto prima. La stessa gente che, fiera del proprio lavoro, mi stringe la mano augurandomi buona permanenza e un in bocca al lupo. Persone la cui unica colpa è quella di non riuscire a riadattarsi a nuove mansioni completamente diverse dalle precedenti e per questo scaricate come zavorra da una nave che, è vero, si barcamena pericolosamente in un mare in tempesta. Non riesco più a vergognarmi solo perché ho già vissuto la loro agonia appena prima di questa estate. Non li conosco, non ci parlo più di tanto, ma vorrei comunicare loro con gli occhi tutta la mia solidarietà per questo schifo di mondo ridotto ad una giungla dove uomo mangia uomo in un valzer di sprechi e confusione mentale dei cosiddetti dirigenti. Una giungla alla costante ricerca di quello zen che ho imparato ad odiare: “competitività”. Ovvero la corsa a chi è più bravo a sfruttare i lavoratori per ottenere vantaggi competitivi in termini di riduzione di costi e, di conseguenza, con maggiori profitti.
Fanculo.