Se ne va un 2009 davvero brutto: la crisi economica ha colpito tantissime famiglie. Tanti progetti spezzati, tante situazioni difficili da affrontare, tanti sacrifici da mettere inevitabilmente in primo piano. Dal punto di vista politico è continuato il “non pervenuto” della sinistra dell’anno precedente. Ma quello che più mi rattrista è il deserto culturale che sta invadendo buona parte del nostro nord. Ho ancora negli occhi uno degli ultimi servizi di Annozero sui difficili rapporti con gli immigrati in un comune del bresciano. Quel consiglio comunale mi ha fatto venire i brividi: siamo un popolo che si sta impoverendo e quello che siamo capaci di provare è solo paura: paura di dividere la nostra povertà con quella degli altri. Una guerra contro i mulini a vento che le truppe verdi sono inevitabilmente destinate a perdere nonostante le prime battaglie vinte.
Ad ogni modo il 2010 penso che sarà più sinistro del precedente … io lo spererei politicamente, ma ho paura che il senso sarà un altro ...
Ad ogni modo il 2010 penso che sarà più sinistro del precedente … io lo spererei politicamente, ma ho paura che il senso sarà un altro ...
"Non condivido le tue idee, ma lotterò affinché tu possa esprimerle". E' l'essenza della democrazia, va difesa. Ogni altro commento, ogni strumentalizzazione sembrano davvero fuori luogo per quanto accaduto ieri a Milano.
Ultimo capitolo del fantastico viaggio del poeta fiorentino nell’aldilà. In questo scritto Dante tocca, a mio modo di vedere, il livello più alto della sua poesia. Come narrare il Paradiso? E pressoché impossibile anche per uno come lui già maestro della parola e della rima: Dio non può essere circoscritto e trascritto dalla mente umana, troppo limitata per capire una cosa ben più grande di lei. Ed ecco allora che il poeta alterna accenni di descrizione ad improvvisi lampi ed abbagli che lo costringono a desistere.
Sembra impossibile essere arrivati a questo punto. Per chi ha vissuto la stagione di Mani Pulite, per chi credeva di essersi liberato dalla cattiva politica, dagli interessi personali, dalle ruberie e dalle tangenti, assistere ad una restaurazione così imponente fa proprio male. Persino il
Che il mondo del lavoro di oggi sia diventato una giungla lo sanno in molti: specialmente chi da anni e anni è costretto ad un precariato senza fine. Ma pure i lavoratori dipendenti privati si stanno uniformando ad una logica simile anche se con delle sfumature più tenui. Sfumature comunque senza colori: grigie, piatte, oscure e viscide come l’asfalto bagnato nella notte.